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domenica 26 gennaio 2014

Alberi per commemorare le vittime della Shoah - 27 gennaio 2014

ALBERI PER IL GIORNO DELLA MEMORIA


Il 27 gennaio 1945 le truppe russe abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, trovandosi davanti l’orrore dello sterminio nazista. Una data simbolo che ricorda la fine della più grande tragedia dell’Umanità e che è stata riconosciuta come Legge dallo Stato Italiano il 20 luglio 2000. “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaiodata dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria“, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati».    
Per commemorare le vittime dell’Olocausto, la mattina del 27 gennaio la Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara in collaborazione con le associazioni ambientaliste “Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo” e “Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio” (CONALPA) si impegna a piantare giovani alberi   nell’area pic-nic della Riserva.
Nel pomeriggio, il CONALPA procederà anche alla messa a dimora di giovani alberi presso il giardino botanico “Parco dei Ligustri” a Loreto Aprutino, sede dell’associazione. 
Dichiara l’assessore all’ambiente del Comune di Popoli, Giovanni Diamante : “l’albero che affonda saldamente le radici nel terreno e protende i rami verso il cielo rappresenta quasi una sintesi della condizione dell’uomo fortemente ancorato a questo mondo ed alle sue contraddizioni ed allo stesso tempo teso verso una dimensione superiore fatto di purezza e giustizia. Con l’auspicio che questo gesto simbolico di messa a dimora di alberi sia la base la nascita di una rinnovata coscienza foriera di Pace”.
 “Il sentimento malvagio della guerra e dell’odio va combattuto con l’educazione alla bellezza e alla Madre Terra” spiega Piera Lisa Di Felice, Direttore  della Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara e  Coordinatrice di Pro Natura Abruzzo e “auspichiamo che questo gesto di piantare alberi per la Pace diventi qualcosa di irrinunciabile e di fondamentale per far crescere i cittadini ed educare al meglio le giovani generazioni”.
 “L’albero”, spiega il presidente di CONALPA Alberto Colazilli, “è sempre stato il simbolo della Vita e della Pace. La sua chioma protegge l’Umanità dalle sciagure e le sue radici mantengono ben salde il terreno. Attraverso la messa a dimora di alberi la nostra associazione si impegna a promuovere anche il concetto di Pace e di Fratellanza tra i popoli, perché l’albero è un essere vivente pacifico, produttore di ecosistemi e grande aggregatore sociale”. 

Comunicato Stampa della Riserva e delle Associazioni partecipanti


Articolo sul "Centro" del 26 gennaio 2014








































lunedì 16 dicembre 2013

UN ATTO MAFIOSO CONTRO L'ULIVETO DI ANDREA NATALE A FOSSACESIA (CH)

   

UN ATTO MAFIOSO CONTRO L'ULIVETO DI ANDREA NATALE A FOSSACESIA (CH)
L'ambientalismo abruzzese non deve mollare di fronte alle intimidazioni! 

Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale
Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale


La delegazione nazionale del CONALPA (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio) e l'organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo condannano aspramente ilmassacro di 29 alberi di ulivo di proprietà di Andrea Natale, Assessore al Comune di Fossacesia (CH) e direttore della Riserva Naturale Regionale "Lecceta di Torino di Sangro". Si tratta di un atto mafioso e intimidatorio contro l'operato di Andrea Natale da sempre impegnato in attività ambientaliste nell'area Frentana e sulla Costa dei Trabocchi.


Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale
Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale


 I 29 ulivi avevano un grande valore affettivo come scrive lo stesso Andrea Natale: "Stamattina un amico mi ha chiamato per avvertirmi di una cosa che ho sperato non fosse vera finchè i miei occhi non l'hanno dovuta vedere. 29 alberi di ulivo, alcuni della mia stessa età, alcuni più giovani, piantati e con fatica accuditi da mio Padre che li ha lasciati a mia sorella e a me, erano stati TAGLIATI. TAGLIATI e LASCIATI come monito sul campo. 29 insulti alla memoria di mio Padre. Chi ha fatto questo non è degno neanche di essere chiamato persona."


Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale
Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale


Tale atto intimidatorio è un'ulteriore testimonianza di un territorio sotto attacco, di un ambientalismo abruzzese che è colpito nel cuore, di una situazione esplosiva nell'area Frentana da sempre nell'occhio del ciclone per speculazioni e deriva petrolifera. Di fronte a questi gesti criminali noi ambientalisti non dobbiamo abbassare la testa ma anzi unificare le forze e far sentire la nostra presenza sul territorio.


Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale
Il massacro degli ulivi. foto di Andrea Natale


E' necessario lavorare per creare un fronte unico, lasciando da parte antiche diatribe e incomprensioni. I criminali vincono e la fanno franca di fronte alla divisione. L'Abruzzo non sarà MAI terra di conquista e di saccheggio di pochi barbari.  Siamo vicini e solidali con l'amico degli alberi e compagno di battaglie Andrea Natale. E saremo sempre più forti e uniti contro il degrado dell'Abruzzo. 


Alberto Colazilli
Presidente Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio


Piera Lisa Di Felice
Coordinatrice organizzazione regionale Pro Natura Abruzzo  

Comunicato stampa. Salviamo il Parco Sirente-Velino da speculatori e cacciatori.



Comunicato stampa.

Salviamo il Parco Sirente-Velino da speculatori e cacciatori.

Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio (CONALPA) si unisce alla protesta delle altre numerose associazioni ambientaliste in merito all'assalto contro il Parco Regionale Sirente-Velino in Abruzzo.
Inaccettabile e sconsiderata è la proposta del consigliere Regionale PDL Luca Ricciuti per la riperimetrazione del Parco Sirente-Velino con un taglio di oltre 4000 ettari da dare in pasto a speculatori e cacciatori. La proposta di esclusione interessa una zona che va dalla Piana di Campo Felice a Punta dell'Azzocchio fino a Monte Rotondo, le pendici nei Piani di Pezza, l'area prativa alluvionale tra Rocca di Cambio, Terranera e Rocca di mezzo. Si tratta di un assalto contro aree di notevole pregio naturalistico con specie altamente protette dalla Direttiva 94/43/CEE "Habitat" e della Direttiva 79/409/CEE "Uccelli". All'interno di quest'area del Parco Sirente-Velino sono presenti specie botaniche rarissime come il Sedum nevadense che è noto in Italia solo a Campo Felice, oppure la Gentiana pneumonanthe, la Klasea lycopifoia, il Myosurus minimus, la Sesleria uliginosa, oltre a una importante area interessata dall'Orso Marsicano, individuato nella zona di Monte Rotondo-Piani di Pezza.
Inoltre bisogna sottolineare che la violazione di queste aree di notevole interesse ambientale ci porterà a una procedura di infrazione con l'Unione Europea, tutto a carico degli abruzzesi, già stremati dalla crisi economica. 
Tale progetto di svincolo di tutela è l'ennesimo tentativo di trasformare l'Abruzzo Regione Verde d'Europa in una terra da depredare dove il valore della Natura e della bellezza devono essere per forza calpestati.
Il CONALPA ribadisce la propria totale contrarietà a questo atto folle di riperimetrazione del Parco Sirente-Velino, un paradiso terrestre che ci è invidiato in tutto il mondo e unico nel suo genere. La Regione Abruzzo deve promuovere tutte le azioni possibili per il turismo sostenibile, vera sfida per il futuro, capace di creare una fortissima economia che può fare solo del bene alle popolazioni abruzzesi.
Ci auspichiamo quindi che questo appello venga accolto dalla politica abruzzese, sperando che si torni a fare la "vera politica" a favore del territorio, invece di dare spazio ai soliti "conquistadores" promotori del turismo usa e getta e della rovina del nostro Paesaggio.


Dott. Alberto Colazilli

Presidente del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio.

lunedì 9 dicembre 2013

A Natale riesplode la moda degli alberi morti decorati a festa.

A Natale riesplode la moda degli alberi morti decorati a festa.
Migliaia sono gli abeti uccisi per abbellire le piazze d'Italia.


Arrivano le feste natalizie e torna la moda degli alberi Natale, o meglio, la moda degli alberi morti decorati per le feste. Quasi epico, quest'anno, il posizionamento del monumentale albero di Natale a Piazza del Duomo a Milano. Questo colosso è alto 30 metri e ci sono volute 24 persone per gestire il taglio, il trasporto e il posizionamento dell'esemplare. Stessa cosa per il colossale abete posizionato in Piazza San Pietro, alto 25 metri con un peso di 7,5 tonnellate e trasportato dalla Baviera con un Tir. A Piazza Venezia a Roma, un altro albero gigantesco, sempre morto, arriva dalla Valtellina, decorato con 30 mila luci al LED e trasformato in un simbolo della pace. 
Insomma, sono migliaia e migliaia gli abeti di Natale che vengono posizionati morti nelle Piazze d'Italia. Ma la cosa più sconcertante è che nessuno parla di questo albericidio! Sui giornali e nelle tv quasi si esalta questo rito che molti definiscono una "bella notizia" che fa piacere alla massa! Nessuno vuole parlare di un Natale all'insegna della riforestazione, per cambiare finalmente le cose e lanciare una cultura green che rispetti i grandi alberi. Eppure siamo in tempi di crisi! Ma ci rendiamo conto di quanto viene a costare il taglio, il trasporto e il posizionamento di un albero di Natale di 30 metri di altezza? C'è da chiedersi se non ci sia dietro una Lobby incredibilmente forte e potente che mantiene in piedi questa macabra ricorrenza del culto dell'albero morto o morente. Anche i piccoli comuni fanno a gara per scegliere l'albero maestoso nella propria piazza. Eppure basterebbe, dove è possibile, realizzare delle aiuole e piantarvi degli alberi accuratamente scelti, curarli e poi addobbarli nelle feste natalizie ogni anno. Sicuramente un lavoro che costa molto meno di un trasporto e posizionamento di alberi tagliati. Si può subito immaginare il costo della sola gru per il posizionamento, il costo del viaggio, il costo degli operai per sistemarlo, il costo delle luci, delle sfavillanti decorazioni ecc... Inoltre, da sottolineare che questi mega-progetti di posizionamento di abeti morti hanno anche degli sponsor che poi amano farsi pubblicità ai piedi dei feticci o con marchio inserito tra le decorazioni.



Come CO.N.AL.PA. - Popolo degli Alberi e dei Giardini abbiamo realizzato un interessante lavoro tecnico-scientifico per informare ed educare sulla messa a dimora e sul rispetto degli alberi di Natale. http://www.conalpa.it/progetti-del-conalpa/consigli-per-rispettare-gli-alberi-di-natale-di-alberto-colazilli-e-kevin-cianfaglione.
In questa nostra battaglia per salvare gli alberi di Natale, spesso ci è capitato di arrivare a polemiche con alcuni addetti ai lavori, con vivai, anche con agronomi che hanno difeso strenuamente questi tagli di abeti che loro definiscono "mirati", che sono il risultato di tagli di diradamento nei boschi. Inoltre, ci è stato detto che è inutile prendersela per degli alberelli che comunque sono produzioni di vivaio e che fanno sostanzialmente il loro lavoro! Il controsenso sta proprio qui, che quegli alberelli non fanno il loro lavoro di alberi, perdono totalmente la loro dignità e bellezza e diventano dei semplici "oggetti"Quando si comincia a parlare di migliaia di grandi alberi che ogni anno vengono uccisi per una festività, c'è veramente da preoccuparsi, soprattutto per il cattivo messaggio che ne vien fuori, soprattutto pensando alle problematiche climatiche e territoriali che affliggono ultimamente l'Italia! Ci è stato risposto: sono più gravi i problemi della deforestazione che quelli dedicati agli abeti tagliati per Natale! Affermazione che non ha alcun fondamento e che è invece solo un modo per difendere chissà quali interessi. Se non riusciamo a educare i cittadini alla cultura dell'"Albero vivo" come facciamo ad educarli pure al rispetto delle foreste e dello stesso territorio! Come si fa a predicare la cura del Creato se poi si sponsorizza un taglio di un abete gigantesco? Per alcuni grandi abeti, tipo quello del Vaticano, si parla di riuso del legno che verrà utilizzato per fare mobili, sculture o oggetti vari. Almeno non saranno rifiuti in discarica. Ogni scusa è buona per giustificare l'abbattimento di grandi abeti durane le festività natalizie.  


Il Natale dovrebbe essere il momento più alto dell'anno per rilanciare la cultura degli alberi. Noi, con il nostro articolo tecnico-scientifico, abbiamo dato ampia importanza alle varietà mediterranee che si possono utilizzare al posto degli abeti nordici, che purtroppo rischiano di deperire nei nostri climi più caldi. Tra le specie migliori per i nostri climi: il Pino di Aleppo, i ginepri della macchia mediterranea, il Cedrus libani, Cedrus atlantica, Cedrus deodara e Cupressus sempervirens, oppure gli allori potati a cono, i lecci e i ligustri pure potati a cono; e per finire il bellissimo Taxus baccata. Non c'è bisogno di fare massacro di esemplari secolari alti 30 metri spendendo tanti soldi e dando un'immagine "sporca" del Natale. Basta informarsi un pò, basta fare un pò di educazione ambientale per andare oltre. Si è fatta tanta polemica anche sugli alberi finti, che possono essere inquinanti o trasformati in rifiuto speciale quando non servono più. In realtà ci sono alberi finti realizzati in materiali ecocompatibili che permettono di costruire splendidi abeti di Natale, smontabili e rimontabili ogni anno, di tutte le dimensioni, sia in casa che nelle piazze. E' chiaro che l'albero finto non potrà mai sostituire la bellezza di un albero vero e vivente, con i suoi odori, profumi, colorazioni e magie.
La festa del Natale dovrebbe essere la festa della riforestazione, delle giornate green all'insegna dell'albero, del culto dell'albero vivo che viene valorizzato e tutelato. Invece, purtroppo, non è così! E si fa moltissima fatica a farlo capire sia alle Amministrazioni pubbliche che alla moltitudine dei privati cittadini. Quegli alberi morti, che poi diventeranno legna da ardere o rifiuto in discarica, sono solo un'esaltazione del consumismo sfrenato, simboli del macabro rito dell'"usa e getta", che non c'entra nulla con il rito di "rinascita" promosso dal Natale. E a Gennaio, quando l'euforia delle feste sarà ormai finita, non può che piangerci il cuore davanti a quegli innocenti abeti gettati in prossimità dei cassonetti dei rifiuti. E sono tantissimi! Una totale inciviltà che ci rende sempre più lontani dalla Madre Natura. Fermiamo questa deriva culturale!
Alberto Colazilli